—Lei è quel bravo signore, quella perla di gentiluomo!—esclamò il vecchio tremante dal piacere.—Che sia benedetto; peccato che Maria non sia qui; le avrebbe fatto gli onori di casa, sa, una casa d'artista dove manca tutto meno che il buon cuore.

—Rimarrà molto la signora Caruso a Rovigo?—domandò don Pio con voce che si sforzava di rendere calma.

—Tutta la primavera; poi torna qui per i bagni.

—E se le facessimo una improvvisata andando a trovarla?

—L'ha avuto una idea stupenda, signor principe! Io sono sempre a sua disposizione quando vuol andare.

—Quanto s'impiega in ferrovia?

—Otto o nove ore,—rispose il vecchio.

—E se noleggiassimo un vaporino?—domandò don Pio che in quella gita specialmente voleva evitare ogni incontro. Com'era felice e come sentiva che i nervi si calmavano sotto l'influenza benefica di quella gioia.

—Ben pensato, ma sa, i padroni di vaporini hanno pretese alte, il viaggio peraltro è molto più breve e piacevole che in ferrovia.

—Del prezzo non m'importa. Rimane stabilito che noi andremo. Mi farà il favore di fissare il vaporino per domattina alle nove e di venirmi a prendere all'albergo, va bene?