— No, non mi sembra, — mormorò Aurelio tra i denti.
E s’oscurò in viso, sentendo nascere un sordo rancore contro la vecchia che tentava d’ingannarlo.
Dopo una pausa di silenzio (anche donna Marta era ammutolita), egli, viepiù inquieto, prese in mano il polso di lei. Aveva il calor naturale, anzi era quasi freddo. Ma l’arteria batteva con un’irregolarità straordinaria: aveva sùbite accelerazioni, che somigliavano alla caduta d’una pietra per una balza assai ripida; aveva arresti subitanei, come se la pietra precipitando avesse toccato il fondo della balza e fosse rimasta.
— Vedi? Non stai bene; il cuore è agitatissimo! Spero che stasera non uscirai sul rialto; spero che te ne andrai a letto sùbito dopo il pranzo.
Donna Marta, per la prima volta, non si ribellò al desiderio del nipote. Gli rivolse uno sguardo attonito e sgomento, e acconsentì con la voce tremula, incerta, sommessa d’un bambino impaurito. La sua fittizia esaltazione era caduta. Ella, che non aveva voluto credere alle sue stesse sofferenze, era stata d’un tratto vinta e persuasa dall’ultima affermazione d’Aurelio. I consigli, gli ammonimenti, i rimproveri di lui le tornarono alla memoria, la turbarono. «Senza dubbio, era stata una gravissima imprudenza, quella commessa... Senza dubbio, avrebbe fatto meglio a rimanersene a letto in quei due giorni, dopo il primo accenno di tosse! Ora, che sarebbe avvenuto? Che sarebbe avvenuto di lei così debole, così affranta, così vecchia?»
— Se dovessi morire? — ella chiese, con un sorriso timido su le labbra esangui. — Ho tanta paura della morte!
— Questo non sarà, — disse Aurelio con forza, quasi per rassicurare anche sè stesso; — ma ti devi curare; ma non devi commettere altre follìe; ma bisogna che mi ascolti quando parlo per il tuo bene.
— Sì, sì, hai ragione: lo farò, — assicurò la vecchia, mentre il suo viso assumeva un’espressione indefinibile di terrore e d’ansietà, come avesse ella visto per un attimo balenare sopra il capo un’arme spaventosa.
E di nuovo ripetè, fremendo e sorridendo timidamente:
— Ho tanta paura della morte!