Cadono i baci, strisciano le carezze ma non sembran toccare che il tenue velo di vapore, che avvolge tutte le apparenze come per custodia.
Solamente i vertici degli alberi nella pineta, sopra il velo, sentono i timidi contatti e rispondono: le fronde eccelse son madide di rugiada, e le innumeri gocce scintillano al chiarore, quasi piccole iridi tremanti, inumidite da lacrime di tenerezza.
Il luogo par deserto.
Ritte su gli stalli muscosi, le statue rigide e tristi aspettano, stendendo i loro monconi verso un fantasma invisibile....
E le grandi scalee biancheggiano, a pena turbate qua e là dalla macchia di qualche foglia vizza caduta.
Un profondo incantesimo sembra pesare su la stabilità di tutte le cose presenti....
Non un soffio di brezza attraversa a intervalli la notte: il fogliame della selva stanco riposa; i crisantemi restano fermi e diritti su i loro steli, come chiusi in un cristallo diafano; e nei cespi delle ortensie ramificano ombre immutabili....
Perfin dai tralci delle rose rampicanti, dove gli estremi fiori pendono moribondi, non un petalo solo si distacca e vola oscillando nell’aria.
Tutto è muto e tutto è stabile.
Tutto pare stabile e muto da tempo infinito.