Ella domanda:
— Credi tu che riconosceresti il luogo, se t’avesser condotto qui con gli occhi bendati?... Io, no: io credo che non lo riconoscerei.
Poi, dopo una pausa, aggiunge sorridendo, abbracciando il paesaggio con un gran gesto circolare:
— Tutto nostro, non è vero? Tutto nostro!...
— Oh, Flavia! — egli prorompe con un singhiozzo violento di commozione, quasi oppresso e sfinito dal peso di tanta felicità.
Le sue braccia si aprono, si chiudono di nuovo sopra Flavia, ch’egli afferra come una preda, preme contro il suo petto con tutta la frenesia de’ suoi muscoli. E la sua bocca si attacca a quella di lei in un secondo bacio più lungo, più profondo, e pure infinitamente men dolce del primo. Così intensa è la sensazione di quel contatto, e pure così smaniosa e imperfetta, che le sue mani s’aggrappano alle spalle di lei, ed egli crede di cadere come se la terra gli mancasse sotto i piedi. La vista gli si offusca; il battito delle arterie diventa insostenibile. È il delirio che lo prende; è l’eterna fiamma della sessualità che si sprigiona da tutto il suo essere, investendo impetuosamente la donna che gli sta vicina. Un flutto bruciante di parole, l’invito inconscio e fatale alla dedizione, sale fino alle sue labbra e si disperde senza suono, vaporando, nel vuoto. Egli la stringe più forte a sè; le accarezza le guance, il collo, le vesti; la bacia ancora; le soffia in viso il suo desiderio ineffabile, non sapendo più che fare, non sapendo più che dire, esultando di piacere e spasimando d’un’ansietà senza nome....
— No, Aurelio, lasciami! Mi fai male!... — ella dice d’un tratto; e si scioglie dall’abbraccio con un respiro profondo.
Accesa, anelante, con gli occhi semichiusi, ella sembra risvegliarsi da un letargo malefico: si guarda d’intorno con un’espressione angosciosa di smarrimento; si passa le palme su le tempia, su i capelli omai disciolti e sparsi; si piega convulsamente su le reni, quasi curvata in dietro dalle gravità delle folte trecce cadenti.
Poi prende una mano di lui, e se la porta sul seno.
— Senti il mio povero cuore!... Quasi si spezzava nella stretta... Credevo di morire... Oh, dimmi, Aurelio, se fossi morta tra le tue braccia?