— Le distrazioni della città...?
— Sì. Ho tante conoscenze a Milano; e queste, non lo crederà, mi fanno perder tempo in discussioni e in ritrovi. Sopra tutto, gli amici.
— Proprio gli amici...? — chiese Flavia, con un’intonazione insinuante e così modulata che pareva l’inizio d’una melodia.
Aurelio la fissò stupito negli occhi, e corrugò la fronte.
— Non capisco, — egli disse, dopo una breve pausa di raccoglimento.
Ella ripetè con la stessa voce:
— Proprio gli amici, o non piuttosto...... le amiche?
— Ah, — esclamò il giovine, inarcando le labbra a un’espressione amara, quasi di sdegno; — m’avvedo che sarà bene per entrambi che faccia sùbito una dichiarazione aperta e leale, quantunque non molto gentile: io sono misogine.
— Misogine?.... — fece Flavia, che a sua volta non comprese. — Che cosa vuol dunque dire: misogine?
— Ohimè, signorina: la parola può essere oscura, ma il significato n’è fin troppo chiaro! Vuol dire: nemico delle donne.