— Oh, Dio, che storie! — egli interruppe. — Si direbbe che ti sian saliti i fumi alla testa, questa sera! In fine: che t’ha detto quella... sciocca?
— Quella sciocca?!... Oh! Oh! Qual disprezzo!... Bada al vecchio proverbio, figliuol mio: chi sprezza....
Aurelio ebbe un lieve fremito in tutta la persona: le sue labbra, trattenute nell’atto di pronunciare una qualche parola, s’atteggiarono a una specie di sorriso ironico a pena percettibile. Contenendosi, tacque un istante; poi con un’intonazione esagerata d’indifferenza ridomandò.
— Che t’ha raccontato dunque la signorina Boris? Sentiamo.
— M’ha raccontato.... oh, nulla di compromettente nè per te nè per lei, puoi imaginarlo; ma, via, per quanto almeno ti riguarda, m’ha detto cose abbastanza sorprendenti: per esempio, che non hai avuto difficoltà ad accompagnarla a traverso l’orto fin su alla cima del colle; che hai perfino rubato per lei le ciliege del fattore.... È vero questo?
— Verissimo. Ma che trovi di straordinario e d’esilarante in tutto ciò?
— La novità! — rispose donna Marta, scoppiando a rider forte, come prima. — Del resto, — ella soggiunse sùbito, poichè s’accorse che il giovine incominciava a mostrarsi seccato, — una novità che non mi dispiace e per cui teco mi rallegro. Tu, caro mio, hai bisogno di vivere un po’ tra la gente, di distrarti, d’interrompere per qualche tempo quelle uggiose abitudini da solitario che ti guastano la salute del corpo e dello spirito! Questo potrebbe essere un buon principio....
— Ah, ora intendo la tua allegria! Tu sei contenta perchè.... costei mi ha fatto perder del tempo. Si capisce!
Egli disse queste parole senza guardar donna Marta, arrestandosi un attimo prima di pronunciare quel «costei», e scivolando con la voce sul resto. Poi lentamente si levò da tavola, conficcò una sigaretta tra le labbra, e soggiunse volgendosi indietro, quasi per spiare l’atteggiamento di lei:
— Usciamo fuori per prendere il caffè. Qui fa troppo bujo.