— A... un tal signor Bracci...
— Bracci...?
— Sì, un amico suo, — rispose Luisa, allungando il collo per veder bene in faccia l’Imberido.
— Un amico d’altri tempi, che ora non conosco più, — Flavia soggiunse, con la voce concitata.
Il giovine, non avendo compreso l’allusione, si strinse nelle spalle e non osò interrogare oltre. Fu Flavia medesima che riprese, dopo un breve silenzio:
— Credo di averle già parlato altra volta di lui; precisamente la sera che fu a Cerro il signor Zaldini.
— È strano, non rammento... Non so...
— Egli... è stato per tre anni il mio fidanzato...
— Ah, — fece Aurelio con insolita vivacità; — sì, sì; ora ricordo... Ella però, signorina, non me ne aveva fatto il nome; nè io poteva imaginarlo.... è dunque per colpa di questo signor Bracci (al quale ho anche la sventura di rassomigliare) ch’ella ha chiuso per sempre e a tutti i battenti del suo cuore?...
— Sicuro, proprio per colpa di costui! — rispose Flavia, componendo i lineamenti del viso a un’espressione di dolore non ancor rassegnato.