Come uscì sul rialto, la vide finalmente abbasso, presso le barche, in compagnia di Luisa.

Entrambe gli sorrisero. Disse la bionda, accennandogli con la mano d’avvicinarsi:

— Ci scusi: siamo discese senz’aspettarlo..... Venga! Venga giù! Noi andiamo a fare un giro sul lago.

Egli discese verso di loro, sorridendo. E una mirabile mutazione avvenne nel suo interno, poichè i sospetti, che fino a quel minuto lo avevano oppresso, ora precipitavano all’imo, dileguavano, cedevano il luogo alla certezza salutare che nulla era ancor sòrto a turbare i suoi buoni rapporti con Flavia.

Ella, curva fin quasi a terra, era occupata a sciogliere il nodo della fune che assicurava la lancia a un grosso anello confitto al suolo; ed essendo la fune un poco umida, la premeva inutilmente con le piccole mani, e s’affannava, e sbuffava, e s’accendeva nello sforzo vano. Tutto in essa, veramente, nell’atteggiamento del corpo e nell’espressione del viso, era fragile e infantile, e crebbe nel giovine quel sentimento di superiorità generosa, come di simpatia tutelante che provava sempre al cospetto di lei.

— Ah, mio Dio, non ci riesco! — mormorò Flavia, ergendosi con un moto lento, guardando con occhi impietositi le sue palme arrossate e graffiate dall’asperità della canapa. Poi soggiunse rivolta ad Aurelio, mostrandogliele: — Guardi le mie povere mani!

— Tenterò io, se permette: le mie sono meno gracili e meno belle, — egli disse, sorridendo.

Senza durar molta fatica, sciolse il nodo e porse il capo della fune alla fanciulla.

Il lago era calmo, liscio come una lastra d’acciajo. Una luce incolore e bassa, la luce dei pigri crepuscoli estivi, si rifletteva sul piano delle acque, che parevan più chiare del cielo, e lasciava in un’ombra dilavata i fianchi selvosi delle montagne. Alcune grosse barche da trasporto, provenienti dal mercato d’Arona, spiccavan nere come ebano in alto lago; e i loro alberi, spogli di vela, disegnavan con le corde dell’antenna legate a poppa, immani triangoli sul chiarore.

— Poveretti! — disse Flavia malinconicamente, osservando le barche quasi ferme. — È sabato, ed essi non hanno un fil di vento che li ajuti a ritornare a casa!