— Càspita, si capisce! Tutti li conoscono qui in paese: sono ormai dieci anni che vengono a passar l’estate e l’autunno a Cerro. E poi l’ingegnere, lo sai, è amministratore di tutte le possessioni che ha nei dintorni la marchesa de Antoni. Qui anzi lo si chiama senz’altro: il Padrone.

— Il Padrone! — ripetè il giovine con un sogghigno amaro, rivedendo d’innanzi a sè la figura imbelle e servile dell’ingegner Boris.

— Sicuro. Questa buona gente non ha mai visto e conosciuto che lui: se ha ricevuto del danaro fu dalle sue mani; se ne ha consegnato fu nelle sue mani. È naturale che lo si creda il proprietario e lo si chiami così.

— Naturalissimo, — egli soggiunse per troncare il discorso.

La notizia dell’arrivo inaspettato l’aveva turbato e reso un po’ perplesso. Egli non conosceva le abitudini de’ suoi vicini, e temeva che queste potessero in qualche modo disturbarlo o distoglierlo dalle sue occupazioni. Aveva voluto esser solo, libero, sottratto agli strepiti e agli svaghi: per ciò solamente s’era risolto a lasciare non senza rimpianti la città e a ritirarsi in campagna. Anzi, nel prendere a fitto una metà del palazzo di Cerro, l’Imberido s’era particolarmente informato di coloro che avrebbero abitato l’altra metà, e aveva saputo che la famiglia dell’ingegnere vi sarebbe venuta molto tardi, amando di passare i mesi caldi dell’anno su l’alta montagna, in Engadina o nel Tirolo. «Verremo probabilmente in principio di settembre, tutt’al più, se la stagione non sarà buona, alla fine d’agosto,» gli aveva detto l’ingegnere medesimo nell’accomiatarlo. Or come mai, proprio quest’anno per la prima volta, egli anticipava così il suo arrivo a Cerro?

Aurelio, ch’era rimasto per alcuni momenti assorto e pensieroso, si rivolse d’un tratto a donna Marta, con gli occhi accesi da un primo lampo di curiosità:

— Sono qui soltanto per pochi giorni, non è vero?

— Chè, ti pare? — ella rispose. — Avrebber portata tanta roba per pochi giorni? Io credo che si fermeranno tutta la stagione.

— Ma no.... Se l’ingegnere, quando lo vidi l’ultima volta a Milano, m’assicurò che non sarebber venuti fino a settembre....

— Si vede che han cambiato di parere, — concluse donna Marta con sicurezza; — ed io certo non me ne lamento. Tutt’altro! In questo paese maledetto, dove m’hai relegata, morivo di tedio e di tristezza: sempre sola, sempre sola, sempre sola.... Essi mi terranno almeno un po’ di compagnia. Son persone assai per bene, e, a quanto pare, simpatiche, espansive, allegre....