— Sentiamo dunque; — ella domandò ancora: — qual è, secondo lei, l’ideale vero, l’ideale sano e onesto, il suo, insomma...?
— Ajutare l’opera fatale della Natura, senza pretendere di correggerla e di rivederla. Favorire, per quanto ci è dato, il progresso d’un tipo superiore nell’umanità, non curando la massa degli individui che la compongono.
Confusa dalla concisione scientifica della formula, ella non potè ostinarsi nella sua ironica opposizione, e dovette tacere per un attimo, forse meditando un nuovo possibile attacco. In quel punto una voce si levò, inaspettata, dietro di loro.
— Disturbo, forse?...
Era Luisa, che nel frattempo li aveva raggiunti e, fermatasi per discrezione a qualche metro di distanza dalla lancia, li osservava con la sua solita aria di maliziosa penetrazione.
— Ah, sei tu, Luisa? — disse Flavia, volgendosi a lei con un atto brusco e inquieto. — Avvicìnati, dunque! Che fai?... Si parlava col conte di politica, figùrati!...
— Di politica?! — ripeté la bionda, incredula, scoppiando a ridere.
Quindi, con un gesto semplice, riprese nelle mani il remo a due pale, e si diresse verso la lancia. Era soffusa d’una tenue fiamma su le gote, e anche aveva l’espressione un poco alterata.
Disse il giovine, mentr’ella s’avvicinava:
— Sa, signorina Luisa? ho scoperto in sua cugina certe tendenze rivoluzionarie ch’ero ben lungi dal sospettare.