— A nulla. Cioè.... a lei, signorina.
Ella ridomandò:
— A me? Male, non è vero?
— No.... Perchè dovrei pensar male di lei? Nè bene nè male.
Si guardarono un attimo, scrutandosi. Poi ciascuno parve di nuovo concentrarsi in sè stesso. D’improvviso Flavia scoppiò in una risata sonora.
Aurelio domandò, stupito:
— Che cosa è avvenuto? Perchè ride?
— Ah, un ricordo! M’è tornato alla mente il nostro primo colloquio, quella sera, sul rialto.
— Ebbene?
— Sa che l’espressione della sua faccia, quando mi si è dichiarato nemico delle donne, è stata assai buffa? Io ho dovuto fare una gran forza su me stessa per rimaner seria....