Un po’ seccato dal contrattempo, egli stava già per rientrare in casa quando d’un tratto una voce forte dalla parte dell’arsenale, la voce di Flavia lo aveva chiamato.
— Come qui, signorina? — egli aveva chiesto, confuso e intimorito di trovarsi solo con lei dopo tanti giorni.
— Ohimè! aspetto da dieci minuti Ferdinando, ch’è in baldoria all’osteria della Pace. Ho mandato sua moglie a cercarlo, ma sembra ch’egli non abbia intenzione di scomodarsi per me questa sera!... Volevo seguir la mamma col mio nuovo sandalino, ch’è stato messo in acqua jeri per la prima volta... Un capolavoro d’eleganza, vedrà!..
Ella aveva anche soggiunto sorridendo:
— Le confesso però che non mi sento totalmente sicura nella mia nuova imbarcazione.... Se lei volesse avere la bontà d’accompagnarmi, mi farebbe proprio un favore.... C’è sempre l’altro sandolino a sua disposizione, quello di Luisa.
Il vecchio barcajuolo era apparso in quel punto, sbuffando e barcollando, e Aurelio passivamente l’aveva seguita.
Erano usciti così dalla darsena, al fianco l’uno dell’altra su i due legni minuscoli, oblunghi e puntuti come spole. Il vespero era inoltrato; ogni rossore sopra le Alpi era spento; il lago, livido e vasto, stagnava; in mezzo al lago, lontanissima in apparenza, la macchia della lancia spiccava informe, nera, immota, simile a un piccolo scoglio emergente dal lividore.
Poichè Flavia taceva, Aurelio, intenerito dalla mesta serenità del paesaggio e dai residui delle ansie recenti, aveva incominciato a parlare del male di donna Marta, delle sue apprensioni per la frequenza di quei minacciosi accessi d’asma che avrebber potuto una volta o l’altra soffocarla. Stimolato poi dall’atteggiamento confortevole della compagna, egli aveva continuato a discorrere, con un insolito abbandono, di sè stesso, della sua misantropia, del suo attaccamento esclusivo alla nonna, ch’era stata per lui più che una madre, tutto, tutto; aveva dato in fine libero sfogo al più recondito e doloroso suo pensiero, descrivendo le conseguenze terribili della sventura che gli sovrastava: la solitudine del domani, le incertezze d’un avvenire irto di difficoltà e di privazioni, senza il conforto d’un affetto, senza un appoggio, senza una casa. E a poco a poco s’era commosso, i glauchi occhi velati gli eran divenuti lucidi e tremanti, due lacrime improvvise erano apparse di tra le palpebre, gli avevan rigato incontenibili le guance.
Flavia, ascoltandolo con un’attenzione intensa, fissava su lui uno sguardo carico di maraviglia e di pietà, non senza una sottil punta d’ironia. Due volte solamente aveva fatto un cenno di diniego col capo, quand’egli le aveva espresso il dubbio che la nonna morisse; poi era rimasta ferma e silenziosa ad assaporare il gusto delle sue parole, come avesse temuto con un gesto, con un’interruzione di risvegliare la sua diffidenza e di turbare l’inconscia sincerità della confessione.
Quando in fine Aurelio s’era taciuto, sollevato dallo sfogo ma un po’ vergognoso della sua commozione, ella aveva parlato, lentamente, con la voce grave, guardando il vuoto d’innanzi a sè, avendo su la fronte una lunga ruga pensosa tra ciglio e ciglio.