— La chiamavano.... Oh! qui la memoria mi tradisce....
— La chiamavano Virginia.
— Sicuro, Virginia. Ebbene?
— Ebbene, parecchi anni dopo quella fanciulla divenne mia moglie.
Mi guardai intorno. La camera da letto di Federico non era una camera nuziale. Indovinai un lutto domestico.
— È morta.... forse? — chiesi con esitazione.
Il Vivaldi chinò il capo con un cenno affermativo e si portò la mano sugli occhi.
— E da poco tempo? — continuai.
— Oh.... no, — egli rispose, — dal marzo del 1866.
— Povero amico! — diss'io commiserandolo sinceramente e rispettando un dolore che si manteneva così vivo dopo più di nove anni.