« — Vuol finire un lavoro, ma promette che in un' ora sarà sbrigato.»
«Giulietta scrollò leggiermente le spalle in atto di impazienza, mormorando: « — Sempre così.»
«Vi fu un momento di silenzio, durante il quale Ugo fisò uno sguardo abbastanza lungo sulla simpatica donnina. «Vergini e spose, griderei io, se per avventura fossi un predicatore, diffidate degli sguardi lunghi. Gli occhi che cominciano a guardare con curiosità finiscono a guardare con desiderio e allora...» Ma qui non siamo in chiesa, e posso risparmiarvi il sermone. Vi dirò piuttosto che la mia Giulietta, sempre cara e leggiadra, era quel giorno più seducente che mai. Ella indossava un abito di mussolina lilla, col corpetto tagliato sul davanti dell'incollatura e guernito intorno intorno di una trina sottile e candidissima, la quale armonizzava col roseo della fresca carnagione. Una lista di raso violetto oscuro, movendo dal punto in cui si chiudeva il corpetto, scendeva sino alla cintura snella, attillata e stretta da un nastro della medesima stoffa e del medesimo colore: indi bipartivasi, e così divisa in due si prolungava sul dinanzi fino alla base del vestito. Le maniche erano secondo la moda d'allora, rigonfie nel mezzo e strettissime ai polsi. Ella era calzata....»
— Per carità, Maurizio, si direbbe che aveste copiato un figurino — interruppe la signora Anna.
— Se non volete saperne della calzatura, mi permetterete almeno di parlarvi dei capelli, neri, lucidi, e fini ch'erano una maraviglia a vedersi. Essi non erano imprigionati in una di quelle bizzarre acconciature che si usavano allora, ma si sollevavano a buffi sul fronte, per ricader poscia dietro la nuca in apparente disordine e avvolgersi intorno ad un bel pettine di tartaruga, così piccino ch'io non so — diceva il mio amico — come esso potesse essere argine sufficiente a quel mare in tempesta. Un bocciuolo di rosa che era tra i primi della stagione, colto forse il mattino stesso da una pianticella precoce, faceva capolino al lato sinistro poco sopra l'orecchio, staccandosi con leggiadro contrasto dalla tinta delle chiome d'ebano. In verità, avere una sposa così, e preferirle la legislazione mineraria come faceva il nostro amico, è un peccato imperdonabile, pel quale non v'è al mondo sufficiente penitenza.
« — Ebbene, prendete una sedia — disse Giulietta — e fatemi un po' di conversazione. Se no, io finisco col perder l'uso della parola... Non siete mica dotto voi? — soggiunse poscia con una specie di sgomento infantile.
« — Non sono davvero — rispose Ugo sorridendo. — Ma, perdonate, non ista a voi di mostrarvi tanto sospettosa della dottrina, cinta come siete da biblioteche e, quel che più vale, con un libro in mano....
In fatti ella aveva sulle ginocchia un volumetto socchiuso sull'indice, nell'atto di chi interruppe solo momentaneamente una sua lettura.
« — Ah! questo libro — ripigliò la giovine — è un libro anche per voi che siete poeta.
«E glielo porse aprendolo appunto alla pagina su cui teneva il dito.