Checchè ne sia, Fortunata e la signora Teresa toccarono senza disgrazia la meta del loro pellegrinaggio. Il portone del palazzo era chiuso; il campanello risuonò cupamente nei cortile silenzioso.
Alla terza suonata si sentì qualcheduno a muoversi, e una voce femminile gridò dal di dentro:
—Chi è? Chi è?
Era la moglie del custode.
—Sono io, sono la contessa Bollati—rispose Fortunata,—apra un momento.
—Madonna santa!... Cosa viene a fare?—replicò la donna affacciandosi sulla soglia ma senza invitar le due visitatrici ad entrare.—Il signor conte non c’è mica.... Non è più venuto dopo il 29 del mese passato.... dopo il principio del bombardamento.
—Almeno mi faccia la carità di dirmi dove sia....
—Non lo sa? Non lo sa?... O poveretta me!... Non sa neanche s’è vivo?
—Per questo si cheti—rispose la custode con voce raddolcita.—È vivo....