—Sì, sì, mi disse qualche cosa.... senza parlare di cifre....
—Del resto—ripigliò l’agente per dorar la pillola—del resto, se ci fossero due buoni raccolti di seguito, un aumento nelle entrate lo si dovrebbe vedere. Poi c’è qualche livello che sta per cessare.... In ogni modo, non lo dissimulo, un po’ d’economia sarebbe assai utile. Dal canto mio, per quanto riguarda l’agenzia, procurerò sicuramente.... ma bisognerebbe che anche in famiglia.... perdoni, Eccellenza, se mi prendo questa libertà.... ma è la mia devozione per la casa Bollati.
—Bene, bene.... vedremo.... Capisco....
—Di qui ad alcuni anni poi—soggiunse sior Bortolo—il contino Leonardo, col suo nome e con le sue belle qualità, che il Signore Iddio gli conservi, potrà trovar la dote che vuole....
—Affari lontani, caro amico, affari lontani....
—Lontani, ma sicuri.
A questo punto sior Bortolo mostrò al principale un polizzino supplementare con la nota delle tasse e dei legati che conveniva pagar subito, e disse in qual modo, salvo sempre l’approvazione di S. E., egli aveva creduto di provveder la somma occorrente. E S. E., che rispondeva sempre capisco e non capiva mai nulla, si spicciò con due parole:
—Fate voi.... Purchè non si tratti di vendere.... Vendere significa diminuire il patrimonio, e io voglio tramandarlo intatto a mio figlio.
Esposta questa savia massima amministrativa, il conte Zaccaria prese la eroica risoluzione di raccomandare alla sua illustrissima consorte una maggiore economia nelle spese di casa, e citò a sostegno della sua tesi gli avvertimenti del defunto genitore e quelli dell’agente generale.
La signora Chiaretta, donna ordinariamente molto fredda ed apatica, fu punta sul vivo dalle considerazioni del marito, e gli rispose per le rime. Ella disse prima di tutto che si maravigliava molto che si venissero a raccontare a lei queste storie; che se da più secoli gli uomini della famiglia non avevano avuto giudizio, ella non sapeva che farci, e se Sua Eccellenza Almorò, quand’era ambasciatore a Parigi, spendeva 120 mila franchi all’anno, e Sua Eccellenza Zaccaria per festeggiare la sua nomina a Procuratore aveva gettato 20 mila ducati bisognava prendersela con Sua Eccellenza Almorò e con Sua Eccellenza Zaccaria, e non con lei. Del resto, quand’ella, l’ultima degli Orseolo, era entrata in casa Bollati aveva creduto di entrare in una casa di gran signori, e non era disposta affatto a vivere di pane e di noci. A ogni modo ella sarebbe stata curiosa di sapere quali risparmi si potevano fare.—Perchè—ella continuava rispondendo da sè alla propria domanda—non pretenderete mica che si stia senza gondola.