Intanto Beppe Gualdi, pago di aver conciato il rivale pel dì delle feste, era riuscito a ripassare la siepe prima che i suoi inseguitori lo raggiungessero, mentre che il contino Leonardo, raccolto dai servi tutto pesto e sanguinolento, era trasportato a casa e deposto sopra un canapè. Per fortuna c’era lì presente il dottore, il quale dichiarò che non c’erano lesioni pericolose e fece le prime medicature. Anche la Rosetta, pazza di terrore, era stata ricoverata in cucina dalla servitù.
Leonardo, ch’era un vigliacco, piangeva e urlava come un bambino. Solo di tratto in tratto egli interrompeva le sue lamentazioni per gridare:—Bisogna denunziarlo alla Polizia quel cane, bisogna farlo condannare a morte.—E nel dir così digrignava i denti e agitava le braccia con piglio minaccioso.
IX.
Il contino Leonardo risanò presto e Beppe Gualdi non ebbe a soffrire che pochi giorni di carcere per soprusi e violenze, condanna che scandalizzò molto, per la sua mitezza, la signora Chiaretta.—Ecco a che punto siamo ridotti,—ella sospirava con don Luigi.—Un bifolco può metter le mani addosso a un patrizio veneto senz’andar incontro a nulla di peggio che a una settimana di prigione. Ormai, credetelo pure, anche i Governi sono d’accordo coi carbonari.
Il sacerdote tentennava la testa.—Pur troppo, Eccellenza, tutto va male, tutto è corrotto nei tempi moderni, il cuore, il cervello ed il gusto.... specialmente da noi. In un paese dove un Manzoni può passare per un grande scrittore non bisogna meravigliarsi di nulla.
Stabilita così la responsabilità indiretta di Alessandro Manzoni nelle busse toccate dal contino Leonardo Bollati, don Luigi seguitava a deplorare le infinite cause del, pervertimento degli animi, la mancanza di religione, l’abbandono delle pratiche del culto, l’uso invalso in tante famiglie di mangiare di grasso il venerdì e il sabato, ecc., ecc.
—E poi—soggiungeva la contessa—volete che non abbiano una cattiva influenza quelle invenzioni del demonio che si succedono da pochi anni?... Vapori di acqua e di terra, illuminazioni a gas e altre porcherie simili.... Non hanno già cominciato a gettare un gran ponte sulla laguna per unire Venezia alla terraferma?
Mentre che la contessa Chiaretta e il cappellano si querelavano in tal maniera delle tristi condizioni dell’umanità, il conte Zaccaria era occupato a negoziare un decoroso componimento.
Lo scandalo avvenuto nel chiosco chinese non avea soltanto fatto tramontare ogni possibilità di matrimonio tra la Rosa e il nipote dell’oste, ma aveva anche recato un colpo gravissimo alla riputazione della ragazza.