—Ti pare?—balbettò Leonardo sbigottito di sentir dal labbro di un’altra persona la conferma di ciò che s’era detto lui stesso.
—Sì, parola d’onore.... Del resto, se stai bene....
—Oh sì, sto bene... sono un po’ fiacco....
—Si vede.... Andiamo a prendere un bicchierino di cognac?
—No, no....
—Andiamo; pago io.... Voglio procurarmi il piacere di servir Sua Eccellenza il nobiluomo Leonardo Bollati.... Sua Eccellenza non si degna?
Leonardo cedette, e dopo bevuto quel bicchierino ripetè l’ordinazione, e questa volta pagò lui, per sè e per l’amico. Il magico liquore entrava nel suo stomaco come un padrone che rientra in casa dopo qualche tempo d’assenza; casa e padrone si riconoscono e sono contenti di ritrovarsi.
—Auff!—esclamò il Bollati tirando un gran respiro.—Adesso sono un altro uomo.
—Lo credo io—soggiunse il compagno.—Hai subito rifatto una cera da cristiano.
—Davvero?