Così dicendo, la vedova porse al signor Girolamo una mano bianca e grassottella ch'egli prese con delicatezza in una delle sue, mentre con l'altra accarezzava i capelli di Pinotto.

La signora Merlini puntò sul banco tutti e due i gomiti e chinandosi verso Bardelli sussurrò a bassa voce:—C'è una cosa ch'io non riuscirò mai ad intendere.

—Ed è?

—Perchè gli uomini migliori non si facciano una famiglia.

La onesta curiosità della signora Merlini rimase inappagata, perchè giusto in quel momento due persone irruppero nella bottega che i garzoni non avevano ancora finito di chiudere. Era la signora Marianna Bardelli in compagnia del figliuolo Eugenio.

—Scappo—disse la vedova ripigliando la posizione verticale. E soggiunse in un soffio:—Stasera alle nove conduco Pinotto a prendere una boccata d'aria al Valentino.

Indi, voltandosi verso i nuovi arrivati.—Buon giorno, signora Bardelli, come sta? Buon giorno professore… Pinotto, da bravo, levati il berretto. Questi ragazzi non imparano mai la creanza.

Scambiati i saluti, la signora Merlini uscì rapidamente, tenendo a mano il figliuolo.

La signora Bardelli la seguì con uno sguardo sospettoso e malevole.—Che civetta!

—Oh Dio—obbiettò l'orefice.—Non vedo…