—Una miseria. Cento lire al mese—replicò la madre.—Ma gli bastano pel suo vestito, per i suoi libri, pe' suoi minuti piaceri… Un giovinotto non può star senza un centesimo in tasca… Se davo retta a lui, non te ne parlavo…
—No, proprio—disse Eugenio mortificato. Tu hai tutto il carico della casa sulle spalle.
Girolamo sorrise con bontà.—Non pensare a questo, oggi…. Tu avrai col tempo la tua brava cattedra e sarai indipendente. Frattanto per quel che occorre, son qua io.
Mentre Eugenio, commosso, si profondeva in ringraziamenti e la madre tributava i dovuti elogi alla bontà del suo primogenito sempre disposto ad aiutare i fratelli, Girolamo faceva tra sè e sè alcune giudiziose considerazioni.—Già io non ho inclinazione pel matrimonio, ma se pur ne avessi, sfido io a prender moglie fin che questi benedetti ragazzi non siano sistemati…. E la signora Merlini non capisce la ragione per cui certi uomini vivono scapoli…. Gliela spiegherò io la ragione, stasera, al Valentino.
—Girolamo!—riprese con qualche esitanza la signora Marianna.
Egli si scosse e credendo ch'ella volesse andarsene disse pronto:—Eccomi qua. Vi faccio uscire per la porticina…. Io rimango un paio d'orette sinchè ho finito un lavoro.
La signora Bardelli, impacciata contro il suo solito, accennò negativamente col capo.
—No…. Abbi pazienza… Dovrei dirti ancora qualche cosa….
—Oh Dio!… Altre disgrazie?
E l'orefice interrogò con lo sguardo Eugenio che teneva gli occhi fissi al suolo.