La madre intervenne pronta.—No, no, lui non c'entra.
—Paolo allora!… Ha da gettare dei nuovi quattrini nei suoi progetti colossali?
—Oh Girolamo—saltò su la vecchia signora in tuon di rimprovero.—Tu pure diffidi del genio di Paolo?… E sì che presto o tardi quello farà strabiliare il mondo.
Girolamo mise un sospirone.—Aspetta cavallo che l'erba cresca.
—Oh—ella seguitò con amarezza,—lo sa il povero Paolo, lo sa, che i primi a dubitare di lui sono i suoi fratelli… Meno male Eugenio che non ha l'obbligo d'intendersene d'arte. Ma tu…
—Io, mamma—rispose Girolamo—non son che un povero manuale innamorato degli antichi… L'arte moderna non la comprendo, ciò che non vuol dire ch'io non apprezzi l'ingegno di Paolo e che non gli auguri i maggiori trionfi…. Sentiamo, via, mamma, che cos'ha Paolo? Non hanno accettato il suo bozzetto a Monaco?
—Oh sì—ribattè la signora Marianna agitando furiosamente il ventaglio—vorrei vedere che non glielo avessero accettato… Il bozzetto non lo ha spedito lui all'ultimo momento perchè non finiva di piacergli… È coscienzioso, Paolo… Ma non si tratta di questo.
—Di che si tratta dunque?
—Ecco—principiò la vecchietta, e non c'era verso che trovasse la sua parlantina—ecco…. tu conosci la Gegia, quella che ha servito di modella a tuo fratello per la sua magnifica baccante?….
—Sì, la conosco di vista… Gira sempre sotto i portici.