Finora però ella resisteva valorosamente alla tentazione. Anzi negl'istanti in cui la fregola letteraria le si faceva sentir più forte, ella come per antidoto, prendeva in collo Bebè ed esclamava:—Io sono una sciocca. Devi esser tu, tu sola, il mio romanzo, la mia letteratura, la mia gloria.
XIII.
Una festa che principia male….
Alberto Varedo, seduto al tavolino fra due riviste aperte, finiva di scrivere una lettera:
«… e vi sarò grato se in forma puramente obbiettiva vorrete rilevare la vacuità e superficialità di quella critica della Revue des sciences sociales, raffrontandola, se così vi pare, all'articolo alto e sereno comparso intorno al primo volume della mia opera nell'ultimo numero della Deutsche Rundschau. Da un lato tutta la leggerezza e presunzione francese; dall'altro la coscienziosità e la dottrina tedesca. Bisogna pur convenire che oggi Germania docet.
«Del resto, la mia povera persona è il meno, e voi sapete ch'io non vado in cerca di panegirici. M'irrita solo il veder disconosciuto dai nostri vicini d'oltralpe il risveglio scientifico del nostro paese.
«Fraternamente, come sempre,
Vostro ALBERTO VAREDO».
Il professore piegò il foglio e lo ripose in una busta già pronta, indirizzata
All'illustre signor cav. Ugo Soardi-Morini Direttore della Rassegna giuridico-economica MILANO