—A meno di casi imprevisti ci sarò… E, a proposito, credo che porterò anch'io un commensale.
—Chi?
—Il collega Zonnini…. che conosci.
—Ci starà a fatica, e s'annoierà coi Feana.
—Oh in quanto a starci, magro com'è, occupa poco posto; e pel rimanente non ti confondere. I Feana, per una volta tanto, possono esser tipi divertenti.
Appena sola, Diana riprese in mano la bambola dello zio Gustavo e stette in forse se tenerla in serbo per un altr'anno. Era ancora così piccina, Bebè.
Ma no, no; ella non aveva il diritto di far questo. Sarebbe stata usare uno sgarbo allo zio.
Di nuovo i suoi occhi s'inumidirono. Ella provava una tenerezza grande per quello zio, che senza sua colpa, s'era alienato da lei, provava un desiderio acuto di riveder il suo viso aperto e gioviale, di sentir la sua voce, di sedergli sulle ginocchia come quand'era fanciulla… Sicuro che i suoi difetti egli li aveva, sicuro che non era da lodarsi quella sua relazione con una donna maritata… Ma era buono e leale…. così premuroso verso la sorella, così tenace ne' suoi affetti… Ecco, adesso che l'Adelaide era rimasta vedova egli la sposava. Fortunata Adelaide!… Anche oggi, come circa tre anni addietro sulla terrazza del Lido, ma con assai minore acrimonia, Diana pensava a queste donne che traversano la vita col sorriso sul labbro, infedeli spesso agli amanti, fedeli sempre all'amore, a queste donne che la morale austera condanna e che pure hanno in sè qualche cosa che le fa compatire ed assolvere. E la vinceva una curiosità femminile d'imparare, non certo per usarne, il loro segreto, di penetrare nelle loro anime, di farsi un'idea esatta dei loro sentimenti, delle loro gioie, dei loro dolori. Chi sa, un giorno, quando l'Adelaide fosse diventata la signora Aldini e lo zio Gustavo si fosse riconciliato con Varedo e con lei, chi sa? Fors'ella avrebbe potuto, a momento opportuno, tirare in disparte la sua novella zia e dirle:—Spiegami un po'….
Diana si strinse nelle spalle. Che idee bislacche le frullavano in capo? E che stava ella ad annaspar nebbia nello studio di suo marito, mentre all'altro angolo dell'appartamento Bebè (se ne udiva benissimo la voce) si sgolava a chiamar mamma, mamma, e faceva disperare l'Irene?
In fondo, Bebè non aveva torto. Perchè sua mamma la trascurava nel giorno della sua festa?