Per calmarla, Diana andò da lei coi dolci e la bambola e parve un momento che gli umori della bisbetica fanciulla si rasserenassero. Ma fu un breve intervallo fra due tempeste. Nella persuasione fallace che la puppattola dovesse amare le chicche, Bebè le fregò sul viso uno dei cioccolattini che si trovavano nella scatola di Bardelli, e quando la madre saggia, per evitare maggiori disgrazie, portò via scatola e bambola, Bebè, offesa nei suoi diritti di proprietaria, si rotolò rabbiosamente per terra. In seguito di che, la regina della festa fu messa in castigo fin dopo colazione.

XIV.

…. e finisce peggio.

Nel pomeriggio, la bimba si mansuefece alquanto, e potè figurare con onore davanti ai Feana, venuti a portare i loro auguri e a ringraziar Diana dell'invito a pranzo. Venivano in pompa magna, marito, moglie e cognata sofferente, e oltre agli auguri, portavano fiori in quantità acquistati dallo stesso signor Giacinto in Piazza di Spagna. Ma la dimostrazione più lusinghiera era quella di aver uniformato il vestito all'esigenze della lieta solennità. Non solo il Feana aveva levato dal soprabito il velo ch'era documento del suo mite cordoglio; non solo la signora Amalia indossava un vestito con sbuffi rossi alle maniche e tre falde di gale; ma persino la sofferente rompeva il rigore delle sue gramaglie vedovili con una blouse di color cenere chiaro che la faceva parere ancor più grassa del solito e dava maggior risalto alle sue mobili rotondità.

La sorella e il cognato, vedendola ansare, manifestavano ciascuno a modo suo, la loro amorosa sollecitudine.

—Ecco,—diceva, con un po' di rabbietta repressa, la signora Amalia,—ecco, non mi hai voluto ascoltare. Ti predicavo d'andare adagio per le scale.

Ma il signor Giacinto, tutto latte e miele, posava una mano sulla spalla della diletta congiunta.—Sta tranquilla, cara, non parlare.

—Desidera un bicchier d'acqua?—offerse Diana.

La signora Daria protestò, prima con la mano, poi con la voce.—No, grazie, signora Varedo, non ho bisogno di nulla.

E rivolgendosi ai Feana soggiunse:—Dio, che casi fate!