—Argomenti delicati, cara Miss Harrison—egli disse posando la forchetta,—argomenti delicati. Che si affoghi negl'interessi materiali, in Italia e altrove, non ci sarà chi lo neghi.

Miss Olivia fece un segno d'assenso.

—Squisiti questi tordi—esclamò con un grido involontario dell'anima Giacinto Feana, ch'era un mangiatore coscienzioso e non si lasciava distrarre da questioni estranee alla tavola.

—Ma ne prenda ancora—insistè Varedo il quale, dal canto suo, avrebbe desiderato troncare la discussione.

—Dunque in questo siamo d'accordo—continuò Zonnini rivolgendosi a Miss Harrison.—E saremo d'accordo anche in un altro punto: che la prevalenza degl'interessi materiali non può esser vinta, se non dalla persuasione che la vita ben lungi dall'esser fine a sè stessa si compie in luoghi o in modi che noi ignoriamo, ma con un senso di giustizia atto a correggere le disuguaglianze del mondo. Tutto si riduce lì, cara signora. Ripæ ulterioris amor, come dice il poeta. Amore del di là.

—Naturalmente—replicò Miss Olivia troppo buona anglosassone da non aver un fondo di fede.—Ma il cattolicismo, che s'impernia intorno alla Chiesa di Roma comprime, atrofizza, non risveglia, questo sentimento elevato.

—Piano, piano. È necessario distinguere—ribattè l'onorevole Zonnini; ma Varedo fu pronto ad interloquire.

—Lo so, il nostro risorgimento nazionale avrebbe dovuto essere integrato da una riforma religiosa. Il male si è che le riforme religiose non si fanno che dai popoli credenti, e noi crediamo troppo poco. Siamo simili a chi abbia sul focolare domestico un mucchio di ceneri calde. Soffiandovi dentro sul posto si può forse sprigionarne ancora qualche scintilla; portando le ceneri altrove si ha la sicurezza di non trovar che della brace spenta.

—Sì, sì—disse Diana che fino allora aveva taciuto.—Ma per me l'essenziale è la sincerità. Siete sinceri voi altri col vostro sentimento religioso? O non ubbidite soltanto a ragioni d'opportunità politica?

Varedo si accingeva a rispondere allorchè un incidente puerile pose fine alla giostra oratoria. La signora Daria, la quale aveva un'ammirazione schietta e profonda per le cose che non capiva ed era rimasta a bocca aperta durante le varie fasi dell'interessante conversazione, lasciò scivolare per terra il tovagliolo e fece l'atto di chinarsi per raccoglierlo. Ma Zonnini prevenendola con un movimento rapido era già sotto la tavola quand'ella stava piegando a fatica la gran mole inerte, e ricomparve tosto alla superficie col lino prezioso. Senonchè, in quel tramestìo, i capelli dell'onorevole sfiorarono la guancia sinistra della vedova il cui volto si colorò intensamente al fuggitivo contatto.