—Sei pazza?

—Che so io? Di qualche pasticcio galante?… Di qualche catena?

Aldini scoppiò in una risata.—Alberto Varedo?… Che diamine?—Poi soggiunse serio:—E puoi credere che se avessi un indizio, un dubbio su questo proposito non sarei voluto andare a fondo, non mi sarei confidato con te? No, no, Valeria, levati queste ubbie dalla mente e non far d'una mosca un elefante… Io non ho nessun fatto da rimproverare a Varedo, non ho nessuna colpa da addebitargli; mi è poco simpatico, è vero, ma che vuol dir questo? Ho forse da sposarlo io?… E adesso, perchè tu non debba annaspar nebbia, e anche perchè questa è l'ultima volta che si torna sull'argomento, e se di qui a mezz'ora Alberto e Diana sono promessi sposi io non fiaterò più e farò invece ogni sforzo per vincere quella mia antipatia; adesso ti dico in poche parole perchè non mi piace… Intanto non mi piace fisicamente… questo ti fa ridere?… Bello o brutto non vorrebbe dir niente, pur che avesse l'aspetto giovine come si ha l'obbligo di averlo a ventinov'anni. Invece ne mostra quasi quaranta, con quel viso grave, con quel vestito da pastore evangelico, con quell'aria cattedratica di uomo che sia nato professore… Ed ecco il secondo motivo per cui non mi piace… È un pedante… Dà lezioni sempre, forse senza volerlo… In fine è un puritano, si scandalizza di tutto, non ammette scherzi… Anche la conferenza di stasera…

—Se non l'hai sentita!—esclamò la sorella.

—Basta il titolo: Il dovere… Lasciamolo in pace questo famoso dovere… Ossia ognuno ne faccia quel tanto che può, e discorriamone meno.

—Non hai altro… proprio altro?—domandò la signora Valeria.

—Non ho altro.

—Sia lodato Iddio!… Perchè questo è ben poco… Che Varedo sia brutto o bello, che mostri più meno della sua età, quando Diana n'è contenta!… Ella non si sarebbe adattata a sposare un uomo frivolo. Lo sai, è uno spirito entusiasta.

—Sotto cui si nasconde uno spirito critico.

—Credi?