Ma il signor Giacinto, stimolato dalla moglie, fu pronto alla riscossa.

—Prego, signor commendatore—(veramente Zonnini non era che cavaliere dei Santi Maurizio e Lazzaro)—prego… non si disturbi… Tocca a me…

—Le pare?…

—È il mio dovere—insisteva Feana, sempre col braccio in arco.—Noi scendiamo naturalmente.

La nobile gara sarebbe durata a lungo senza il provvido intervento di Alberto Varedo, infastidito delle sciocche galanterie di Zonnini.

—Se resti mi fai un favore—egli disse al collega.—Ho bisogno di te.

La bella contrastata trasse un profondo sospiro dal petto.—Buona sera, signor Zonnini… E grazie della sua cortesia.

Si staccò dall'onorevole e concesse il dolce pondo della sua persona al cognato.

Accomiatatisi gli ospiti a eccezione di Zonnini, Diana sollecitò nuovamente suo marito:—Ti raccomando, non indugiar più oltre… Va e torna col medico… Ma se vuoi prima vederla…

—Sì, sì. Eccomi…. Zonnini avrà la cortesia di aspettarmi qui… Usciremo insieme.