—Ferma, ferma!
I due legni s'avvicinarono; i due uomini politici si strinsero la mano. San Giustino salutò cortesemente Diana.
—Ci abbandona?
—La bimba è stata poco bene e la riporto a Torino.
—Mia moglie—soggiunse Varedo—ha i vecchi pregiudizi contro l'aria di Roma.
—Non creda…—principiò San Giustino.
Ma i due cocchieri fecero segno che non era possibile rimaner fermi in quel piccolo spazio, e le vetture si rimisero in cammino, ciascuna dalla sua parte.
San Giustino gridò:—Buon viaggio.
E rivolgendosi in particolare ad Alberto:—Voi almeno tornate presto… Se non si batte il ferro fin ch'è caldo….
Mentre queste parole oscure si perdevano nel romore dell'acque scroscianti, l'Irene tirava fuori misteriosamente un soldo dalla tasca del vestito e lo slanciava lontano. Era uno scongiuro insegnatole da una bambinaia con cui aveva fatto amicizia. Chi parte da Roma procuri di passar davanti alla fontana di Trevi e di gettar, strada facendo, un soldo nell'acqua. Se il soldo va diritto nella vasca, quello che l'ha gettato a Roma ci torna; se no, no.