All'Irene lo scongiuro non riuscì. Forse perchè ell'aveva impacciati i movimenti da Bebè, il soldo andò a battere sopra una colonnina della balaustrata e rimbalzò sulla strada ove un monello si affrettò a raccattarlo.

—Ah!—fece l'Irene turbandosi in viso.

—Cosa c'è?—chiese Diana che non aveva capito nulla.

Il professore scrollò le spalle.—Sciocchezze!… L'Irene prende gli auspicî.

—Quali auspicî?… Parla chiaro.

Cedendo alle insistenze di sua moglie, Alberto dovette dar una spiegazione sommaria di quel pregiudizio popolare.

—L'ha gettato l'Irene il soldo?—domandò Diana ansiosamente.—L'ha gettato con le sue mani?

—Sfido io! Vuoi che sia stata Bebè?

Pentita d'aver messo così a nudo il proprio egoismo, Diana cercò di consolare la bambinaia.

—Non devi pensarci altro. Sono fanfaluche a cui la gente che ha un po' di sale in zucca non crede… Ci tornerai a Roma, ci tornerai con noi e con Bebè.