—Almeno rifacesse un po' di colore.

—Lo rifà il colore. L'ha già rifatto… Non vede?

Fosse l'impressione fisica d'esser sollevata in aria, fosse il piacere d'esser con Miss Olivia, certo si è che Bebè aveva la fisonomia assai più animata di prima, e che un leggero incarnato s'era diffuso sulle sue guancie.

Sotto la tettoia ell'accondiscese a far qualche passo, retta per mano da Miss Olivia.

Diana guardava commossa quella zitellona lunga, angolosa, ribelle ai legami domestici, che pur trovava in fondo al suo cuore, per distrar Bebè, un tesoro di tenerezza.

—Che buona mamma sarebbe stata!—ella disse.

Ma l'Inglese che non rinunciava alle sue teorie si affrettò a protestare.

—Non creda… Non avrei avuto pazienza.

—Ne ha tanta coi bambini degli altri.

—È forse per questo, cara signora Varedo, è perchè i bambini degli altri non ci prendono che un ritaglio del nostro tempo, non assorbono che una piccola parte del nostro pensiero… Vengono, passano, lasciandoci alle nostre occupazioni, ai nostri sogni… I figliuoli propri, invece…