Affacciata allo sportello, Diana agitava il fazzoletto verso Miss Olivia che salutava con la mano. In fondo al vagone Bebè seguitava a chiamar disperatamente:— Ivia, Ivia!

Il treno, slanciato a tutto vapore, lasciava dietro di sè la città, lasciava a sinistra il Tevere affrettantesi alla foce, volgeva bruscamente al Nord, lungo la spiaggia tirrena. Ogni tanto la vista si apriva sul mare, d'un turchino intenso, qua e là filettato di bianco, silenzioso, quasi deserto. Nelle insenature della costa pochi trabaccoli, poche barche peschereccie posavano accanto, parevano dormire, lievemente cullate dall'onda; qualche vapore passava lontano, segnando il cielo azzurro d'una striscia sottile di fumo.

—Guarda il mare, guarda le barche, guarda laggiù in fondo il vapore—dicevano a Bebè, tenendola ritta dietro il finestrino chiuso.

Ora Bebè non chiamava più Ivia; aveva capito ch'era inutile, ma la sua fisonomia s'era irrigidita in un'espressione triste, e di quando in quando due grosse lacrime colavano sulle sue gote smunte. Quelle lacrime mute su quel visino affilato di bimba facevano più pena a vederle che non avesse fatto la disperazione di prima.

Diana si struggeva.—Piange come una persona grande per un grande dolore. È uno strazio.

Alberto alzava gli occhi dai suoi giornali, dai suoi libri.

—Tu esageri sempre. Bebè è debole perch'è convalescente, e ha la lacrima facile perch'è debole… Ma in quell'età non ci son grandi dolori.

Una volta Varedo smise la sua lettura, e con insolita degnazione consentì ad occuparsi della piccina. A lui però riusciva meno che a Diana, meno che all'Irene e alla Lisa di spianarne la fronte, di richiamar sul labbro di lei il gaio cicaleccio infantile. Non che piangesse quando era sulle ginocchia paterne; la soggezione le asciugava il ciglio; stava lì quieta, con le manine in croce, senza parlare, senza rispondere.

Tuttavia, a vederlo intento sulla figliuola, Diana sentiva fondersi la barriera di ghiaccio che a poco a poco s'era levata fra lei e suo marito. Se avremo questo affetto, se avremo questa cura comune, ella pensava, non saremo interamente divisi.

Ora egli aveva deposto Bebè sul sedile, e la bimba, stanca forse dal lungo piangere, s'appisolava.