—Sarà… Io non ero tranquilla.
—Sono idee preconcette… Del resto, non c'è che l'imbarazzo della scelta, e quando ci stabiliremo a Roma potremo prenderne un altro.
—Ci stabiliremo a Roma?—ella disse in un tuono dubitativo che rispondeva allo stato particolare della sua anima.
—Eh sì… Se entro al Governo…
—Abbiamo la casa a Torino ancora per due anni…
—È facile intendersi col proprietario.
—In due anni—notò Diana—il vostro Ministero, che non è nato, ha tempo di morire.
Varedo sorrise.—Speriamo che abbia la vita più lunga… E poi non mancherà il mezzo di aver la cattedra alla capitale… Non c'è rimedio, chi aspira a rappresentare una parte non ultima sulla scena politica, chi ha delle idee da far valere, una propaganda da esercitare dev'esser sempre sulla breccia, a Roma, dove s'agitano i grandi interessi della nazione…
—E dei deputati—si lasciò sfuggir di bocca Diana, quasi involontariamente.
—Appunto—disse Alberto, trovando nell'insinuazione di sua moglie un nuovo argomento in favore della sua tesi.—Non di tutti ma di molti deputati… E questi ci stanno sempre a Roma, siane sicura. Ragione di più perchè ci stiano anche gli altri, perchè all'azione malsana di quelli oppongano la propria, e non abbandonino i governanti, quali pur siano, in balìa dei cavalieri di industria.