—Se non disturbo alla signora?…—chiese Vinciliati, toccandosi il cappello.

—S'accomodi—disse Diana a denti stretti.

Il deputato salì, e Varedo fece la presentazione.

—Mia moglie… L'onorevole Vinciliati.

—Domando perdono—riprese costui, poichè ebbe collocato alla meglio le valigie nella reticella.

—È un servizio abbominevole su queste ferrovie… Un materiale scarso, schifoso… un personale ineducato… Nessun riguardo… E sì che per quello che la deputazione ci rende si dovrebbe aver almeno il diritto di viaggiare coi propri agi.

—Se avevate l'intenzione di riposare o di lavorare sarà un affar serio—osservò Varedo accennando a Bebè che continuava la sua nenia.

Vinciliati si strinse nelle spalle.

—S'ero solo, avrei fatto un sonnellino fino a Genova… Mi fermo lì… Ma poichè trovo un collega, preferisco discorrere.

I due uomini non appartenevano allo stesso partito; ma pel momento erano legati dall'odio comune contro il Ministero, ch'essi andavano a gara nel qualificare con gli aggettivi più vituperevoli. Per un deputato dell'opposizione il Ministero ch'è al potere è sempre il peggiore che ci sia mai stato.