Diana si accorse e riprese:—Si ricorda come era fiorente quando siamo partiti?

—Si rimetterà subito, non abbia paura.

—Lo spero. Guai se non lo sperassi.

Bardelli voleva chieder all'onorevole qualche particolare circa al concorso di Bologna, ma non n'ebbe il coraggio, e s'accommiatò dopo aver accompagnato i Varedo fino al fiacre.

—A domani—disse Diana.—Venga a colazione con noi.

Ormai il fedele Bardelli sembrava a Diana un presidio, una difesa; le sembrava che l'averlo accanto dovess'esser di buon augurio per la completa guarigione della sua piccina.

XVI.

Fra i crucci propri e gli altrui.

Anche il dottor Giraldi trovò Bebè molto pallida e dimagrita e gli parve strano che poche febbri fossero bastate a portare un tale deperimento. Pur non volle far tristi pronostici; lodò Diana di aver affrettato la partenza da Roma, mostrò di confidare negli effetti del cambiamento d'aria, in estate poi alcune settimane passate in montagna o in riva al mare avrebbero compiuta la guarigione.

Diana non si dava pace.—Ah, perchè, perchè siamo andati a Roma?