E Fraschelli, tanto per dir qualche cosa, spifferò questa sentenza peregrina:—Quando si tratta dei loro figliuoli le mamme esagerano sempre.
Alberto Varedo tentennò il capo.
—Vorrei che fosse così anche questa volta… ma perchè mia moglie mi avrebbe telegrafato proprio stasera sapendo che avrei da parlare domani alla Camera?… Perchè, se non ci fosse un'urgenza?
—Le donne, caro amico—ripigliò San Giustino,—certi riguardi non li capiscono… Io ho avuto la disgrazia di perder la mia ancora giovane e la ricordo e la rimpiango… Credo tuttavia che con lei la mia carriera politica sarebbe stata troncata a mezzo… Quello che mi ha tempestato di lettere e di dispacci una volta che la nostra primogenita ammalò di morbillo! Pareva che una catastrofe fosse imminente… Io ebbi la debolezza di darle retta; abbandonai la capitale, piantai in asso il Parlamento, gli uffici, due commissioni che dovevo presiedere, corsi in Toscana nella nostra villa e trovai la mia figliuola già in piedi… ciò che non toglie che la mia signora consorte mi strapazzasse come un cane perchè non ero arrivato prima… Ell'aveva una scusa, ell'era sola, in una campagna fuori di mano… Vostra moglie invece è in una grande città, ha compagnia…
—Ha sua madre e suo zio… Ho pregato apposta mia suocera di andar a Torino.
—Vedete bene!—soggiunse il vedovo rassegnato con un accento che suonava amaro rimprovero all'egoismo di Diana Varedo.—Vedete bene!… A ogni modo, non è possibile che partiate subito.
—Veramente quest'era la mia intenzione…
—Di partir subito? Stasera?… Se non c'è una corsa?
—Per la Maremmana è tardi, lo so… Quando è capitato il telegramma… forse, con un buon cavallo, volando, sarei potuto giungere in tempo alla stazione… Forse… non ne son neanche sicuro… E poi come partirei senza che ci fossimo scambiati due parole?… Adesso potrei prendere la via di Bologna.
—Parte alle 23,10—notò Zonnini.