—La crisi si risolverà presto. Anche il Presidente del Senato oltre a quello della Camera suggerisce il mio nome. Credo che domani sarò chiamato al Quirinale. In quarantott'ore presenterò la mia lista. Terrò per me la Presidenza e gl'interni, e voi sarete il mio sottosegretario di Stato…. Meritereste di più, meritereste un portafoglio…

Questo, Varedo lo sapeva benissimo. Pure la coscienza della propria forza gli permetteva d'attendere ed egli non aveva mai profferito una parola che tradisse il suo intimo pensiero.

—Grazie—egli disse, interrompendo San Giustino;—ma in Italia si diffida dei giovani e la mia età potrebb'essere una debolezza pel Gabinetto.

San Giustino fece una spallucciata.

—Ciò importerebbe poco… Vi vedrebbero alla prova… Gli è piuttosto che si son presi tanti impegni….

—Non vi confondete, caro amico. Il sottosegretariato agl'interni è già un bellissimo posto.

—E contate d'esser presto di ritorno?—chiese San Giustino.

—Che impegni posso prendere con questa spada di Damocle che mi pende sul capo? Vi telegraferò.

—Signori, in vettura.

Varedo salì in uno scompartimento ove c'erano già tre colleghi.