Senza rispondere all'augurio, Varedo le regalò un biglietto di cinquanta lire e la congedò con parole amorevoli.
Ella uscì confusa e singhiozzante.
Con uno sforzo energico di volontà, il professore ringhiottì le lacrime che gli salivano al ciglio, e accennò a Bardelli di seguirlo nello studio, ove gli dettò due dispacci e gli consegnò lo chèque per la Banca.
—Mi fa il piacere di spicciarsi, perchè il danaro mi occorre… Quando poi sarà tornato, discorreremo con comodo di quell'affare di ieri… I dispacci li imposti strada facendo…. Aspetti, aspetti, che forse ci sarà qualcos'altro.
E mosse incontro alla cameriera che portava su un vassoio tre telegrammi.
—Tutti e tre insieme sono arrivati?
—Sissignore… Le ricevute le ho firmate io.
Varedo li aperse a caso. Lesse nei primo: Sincere condoglianze. E nel secondo: Mi associo al vostro lutto.
Diede una sbirciatina al nome dei mittenti, si strinse nelle spalle, e con impazienza febbrile ruppe la busta del terzo dispaccio.
Ah, quest'era di San Giustino, e la fisonomia del nostro onorevole, leggendolo, s'illuminava di soddisfazione e d'orgoglio.