—Figurati!—interruppe Diana—Non oso rilegger neppur io i vecchi manoscritti.

—Li hai portati con te?

—Mi son trovato un quaderno in fondo alla valigia. Ma Alberto non ne sa nulla… Egli odia la cosidetta letteratura amena.

—E tu?

—Io faccio il mio dovere di moglie savia cercando d'uniformarmi ai gusti di mio marito.

Ella si chinò sulla teiera; Aldini non insistette. S'era contenta lei, o che gli era lecito di tormentarla con osservazioni inopportune? Certo che molte cose gli parevano strane: e ch'ella si acconciasse con animo sereno alla soppressione della propria personalità, e che la vita impostale da Varedo potesse appagarla, e che questo freddo pedante ne avesse veramente conquistato il cuore, ma, in fine, s'era contenta, s'era felice?

Con gli occhi intenti nella sua teiera, Diana sussurrò:—L'acqua bolle.

E diede un'occhiata all'orologio.—Alberto dovrebb'esser qui.

—Ha l'abitudine di farsi attendere?

—No, è puntualissimo… Tanto puntuale che verso il the anche per lui.