—Povera mamma!—sussurrava nell'orecchio al professore Varedo la Olga, la ragazza emancipata.—È sui carboni ardenti per me.

—Quel Nocera è un uomo molto volgare—notò Varedo.

Olga Duranti fece una spallucciata.—È un filosofo.

—Cara signorina, non calunni i filosofi.

—Voglio dire che subisce con rassegnazione il proprio destino… E poi la sua è un'allegria forzata… Deve ingoiarne tante!

Abbassò ancora la voce, e sfogando il suo mal animo contro l'Adelaide Nocera soggiunse:—Egli ha almeno il merito di mostrarsi quello che è. Lei invece pare una santarellina… Basta, quelle son donne fortunate… Hanno i mariti propri, i mariti delle altre e gli scapoli ch'esse sviano dal matrimonio.

Varedo sorrise; ella si morse il labbro, pentita d'essersi lasciata sfuggire una frase che tradiva il suo risentimento personale. Asserivano infatti che qualche anno addietro, prima del ritorno dei Nocera a Venezia, ella, nonostante la grande differenza d'età, avesse gettato l'occhio sopra l'ingegnere Gustavo Aldini come su uno sposo possibile.

Frattanto, appunto per opera dell'ingegnere che tirò il discorso su alcune ultime pubblicazioni letterarie francesi e italiane, la conversazione mutò indirizzo. Quelle pubblicazioni chi le conosceva chi no, ma dal più al meno si conoscevan gli autori, e ognuno volle dire la sua. Inopinatamente alleati, la pudica signora Susanna Duranti e lo sboccato consigliere Nocera si scagliarono contro Emilio Zola che qualificavano a gara d'immorale e di corruttore. Già per loro fra i romanzieri francesi non c'era che Ohnet. Le maîtres des forges, quello era un libro. Che caratteri! Che situazioni! Che ambiente confortable!

Il cavaliere Duranti non aveva, per Zola, l'antipatia di sua moglie. Aveva letto poco, ma quel poco gli era piaciuto. Era uno scrittore che sapeva sviscerare i suoi argomenti e trovar il dramma in tutto quanto. Oggi la miniera, domani la Borsa, doman l'altro le strade ferrate. Avrebbe potuto, volendo, fare un romanzo sull'amministrazione della finanza, e ce ne sarebbero stati degli aneddoti piccanti e dei tipi gustosi!

—Il romanzo del registro e bollo!—esclamò Nocera in tono canzonatorio.