—O le pare!—ripigliò l'assistente dopo aver dato un'occhiata al telegramma di Varedo.—Sì, dev'esser stato un trionfo… Ma non è da maravigliarsene… Parla così bene il professore… Che dote l'eloquenza!
Diana sospirò al pensiero che la sua figliuola non dava pel momento alcun segno di possedere questa qualità preziosa.
Intanto l'arrivo di Bardelli aveva distratta Bebè da' suoi attacchi insidiosi. Bardelli era un amico che d'ordinario s'occupava molto di lei. O perchè non se ne occupava oggi?
— Umm, umm —ella fece per richiamare la sua attenzione.
—Buondì, Bebè—disse il giovine.
Diana tentennò la testa.—Ah, è cattiva… Or ora la consegno all'Irene che la porti a letto.
L'Irene era la bambinaia.
Bebè protestò nel suo linguaggio contro la perversa intenzione.— Umm, umm.—E guardava Bardelli quasi per invocare il suo aiuto.
—Vuoi venire con me?—Chiese l'assistente. E le tese le braccia.
Ella fece altrettanto.