Disceso che fu, abbracciò la moglie, baciò la figliuola, e—State bene?—chiese a Diana.—Bebè sta bene?

—Non ti par florida?—domandò Diana. E soggiunse:—Che progressi ha fatto!

—Lo so—rispose Varedo sorridendo.—Dice mamma, me lo hai telegrafato.

—Oh dice anche di più—replicò Diana con aria di trionfo. Si rivolse alla bimba con lo sguardo appassionato e supplichevole delle madri che tremano di vedersi smentite dai loro piccoli tiranni.—Chi è questo?… Chi è venuto adesso?

Pareva lo facesse apposta Bebè a far sfigurare la mamma. Aveva rivisto il canino pinch, non aveva occhi che per lui.

—Lasciala in pace—ammonì Varedo.—Ha tempo di dir papà.

In quella egli s'accorse di Frascati e degli altri che gli facevano la ruota attorno, e con un cenno li invitò ad avvicinarsi.

Diana fremeva.—Che seccatori!… Non me li presentare.

—Andate avanti con Bardelli—disse Varedo—e fermate un brougham a quattro posti… Io mi sbrigo subito.

Ma Diana, l'Irene e Bebè erano in carrozza già da un paio di minuti prima che l'onorevole si fosse levato di dosso quelle sanguisughe. Bardelli con un piede sul predellino, ripeteva a Diana per quetarne la crescente impazienza:—Or ora viene.