—Tu lasceresti l'insegnamento?
—In via provvisoria… come si fa sempre, il giorno in cui si abbandona il potere si riprende la cattedra.
—Vedi se val la pena di spiantar casa!… Per quello che durano i Ministeri in Italia!… Questo qui ha poco più di due anni e trovate che ha già vissuto troppo.
—Sfido io… Quel povero Crugnoli ha perso la bussola… E ha certi collaboratori… Oh, Bebè!
Bebè, la cui comparsa arrestava sulle labbra paterne il panegirico dei collaboratori di Crugnoli, veniva in tavola, come d'ordinario, alle frutta e l'Irene, dopo averla portata in giro acciocchè tutti la baciassero, l'accomodò nel seggiolino accanto alla mamma.
Le manine della bimba si protesero subito con energia verso la fruttiera.
—Or ora, or ora—disse Diana prendendo alcune ciliege e levandone il nocciolo… Ecco… Apri la bocca, Bebè.
Ma Bebè non voleva essere imboccata, voleva mangiar da sè; ciò che diede luogo a una breve contestazione tra madre e figliuola.
E poichè Bebè principiava a strillare, Varedo si turò gli orecchi con le dita.
—Zitto, Bebè!—disse Diana.—Il papà non vuol sentir piangere le bambine.