—Forse non sarà neanche necessario; basterà andar a letto un'ora più tardi e alzarsi un'ora prima…
—Ma Alberto, tu non devi permettere—insistè Diana; e intanto con uno spillone stuzzicava il lucignolo sotto la macchina. Bebè stendeva i suoi cubi sulla tavola, meditando qualche grande opera architettonica.
Varedo si mise a ridere.—Non si tratta di permettere o non permettere. Bardelli è fuori di minorità… Io non esigo nulla… S'egli non può portarmi la traduzione, mi riporti il volume…. senza cerimonie.
—Avrà la traduzione, professore—dichiarò Bardelli.—Ormai mi pare di poter dargliene l'affidamento.
—Oh—disse Varedo accendendo un sigaro per sè e offrendone uno al suo interlocutore,—quel libro io l'ho sfogliato e son persuaso che non abbia nulla di nuovo. Ma quei tedeschi son così pedanti che un autore il quale non tenesse conto delle loro ultime pubblicazioni avrebbe per questo solo avversa tutta la critica. E in ogni modo io desidero che la mia opera, almeno nell'esposizione delle varie dottrine, sia completa ed esauriente.
L'onorevole si stropicciò le mani in aria d'uomo contento di sè.—Ella lo sa benissimo, Bardelli, nel primo volume di cui ho consegnato giorni fa l'ultime pagine all'editore, io prendo in esame coscienzioso e sereno lo stato presente della questione. Ipotesi ottimista, ipotesi pessimista, imperativo categorico di Kant, spiritualismo, naturalismo, positivismo, evoluzionismo, tutti insomma i sistemi principali della morale contemporanea sono riassunti e discussi. Il secondo volume sarà consacrato interamente allo svolgimento della teorica del dovere che io faccio derivare dalla trasformazione dell'egoismo gretto primitivo in egoismo illuminato e dell'egoismo illuminato in altruismo. Così…
—No, non si regge—interruppe Bardelli facendo per alzarsi dalla sedia.
Ma il professore, un po' piccato, lo trattenne pel braccio.
—Come non si regge?… E che cosa guarda?
È forza riconoscere che Bardelli, perduto assolutamente di vista l'imperativo categorico, fermava la sua attenzione sopra una minuscola torre di Babele che Bebè andava via via erigendo co' suoi cubi e che minacciava rovina.