— Nessuno ci ha mai ajutati nè d'uno scudo, nè d'una parola. Nessuno ci ajuterebbe.... Se vivesse Leone XIII, andrei a gettarmi ai suoi piedi, a pregarlo d'illuminare il mio spirito.

— Vada da Pio X... Una Oroboni non può non esser bene accolta da Sua Santità.

— Tutti sono ben accolti dal nuovo Papa, — disse donna Olimpia con un accento da cui traspariva l'orgoglio patrizio. — Ma non m'intenderebbe.... È un Papa d'idee democratiche.... come voi....

Nella stanza superiore si continuava a camminare.

— Sentitelo, sentitelo.... Non si cheta.... Ha la febbre addosso.

— Potrebbe far qualche pazzia, — insinuò monsignore. — Ha venticinqu'anni compiuti.... Potrebbe valersi delle facoltà che gli accorda il Codice.

— Don Paolo! — esclamò la principessa giungendo le mani. — Diventate rivoluzionario anche voi sotto la vostra tonaca di prete?... Nelle nostre case nessuno ancora s'è ribellato all'autorità dei genitori.... E voi credete che si ribellerebbe Cesarino?

— Non credo.... Accenno alla possibilità della cosa.

Donna Olimpia si nascose il viso tra le palme e stette alquanto raccolta. Nella stanza non si udiva volare una mosca. Dal piano di sopra veniva il solito rumore di passi. Silenziosamente monsignor de Luchi si chinò ad abbassare il lume a carcel che filava.

— Con un profondo sospiro la principessa Oroboni riprese: