Accorto, discreto, don Paolo non insistette. Il più era fatto e al punto in cui eran le cose il resto sarebbe venuto da sè.
— Iddio la inspirerà, — egli disse alzandosi e baciando la mano che la principessa gli porgeva. — Buona notte, donna Olimpia.
— Buona notte, — ella rispose con voce sorda. Scosse il campanello e: — Accompagnate monsignore, — ella ordinò al vecchio Plinio. — E mandate da me l'Adelaide.... A domani, don Paolo.
— A domani.
VIII. Don Cesarino.
— Sì, — disse il giovane principe che aveva offerto il braccio alla Mariannina e l'accompagnava in giro pel giardino, — sì, io la vedevo sovente dietro i vetri di quella stanza ch'è proprio dirimpetto alla nostra piccola torre.... Anche di sera la vidi.... due volte.... Ell'aveva aperto le imposte e s'era affacciata alla finestra.... La vidi profilarsi in nero sullo sfondo rischiarato dalla lampada elettrica.
Mentre don Cesarino diceva così, un lieve incarnato si diffondeva sulle sue gote pallide e un tic nervoso gli faceva batter le palpebre su cui egli passava e ripassava la mano bianca, sottile, luccicante di anelli. Uso ai lunghi silenzi vuoti di pensiero, timido per modo da non saper quasi fissare una donna in faccia, era stupìto egli stesso della propria facondia, stupìto di sentirsi tanto meno goffo, tanto meno impacciato del solito. Ma più di tutto si maravigliava d'aver osato ribellarsi all'autorità della madre che non l'avrebbe voluto presente a questa prima visita della Moncalvo e che aveva dovuto cedere per prudenza dinanzi a una sua dichiarazione preventiva: — Se non posso riceverle oggi in casa mia, andrò io a cercarle domani in casa loro.
Don Cesarino si voltò un momento per mostrare alla Mariannina la torre che sorgeva all'angolo del muraglione di cinta e la cui base pareva perdersi in un viluppo di piante.
— Abbiamo un pajo di camerette lassù.
— Ora mi spiego, — soggiunse la ragazza, — il chiaro ch'io vedevo qualche sera dietro le persiane.