— Come se tutti non sapessero quello ch'è la religione! Intendo una serie di dogmi incrollabili, altrettanto sicuri quanto i vostri teoremi matematici, su cui si possa appoggiarsi come a una norma per la vita....
— E tu fa conto che questi dogmi ci siano, ch'essi c'impongano di operare il bene verso amici e nemici, di astenerci da ogni atto basso e malvagio, e regola di conformità la tua condotta.
— No, no, non basta far conto. Occorre la certezza che questi precetti ci vengono da Dio, che l'obbedirvi ci assicura un premio, che il trasgredirli porta seco una pena.
— La solita investita di capitali, — pensò il professore. Ma non lo disse. Disse soltanto: — E tu credi quello che vuoi.
— Ecco come siete, — replicò la signora Rachele, arrabbiandosi. — Lo so benissimo che posso credere quello che voglio, ma io ho bisogno di rinforzar la mia fede con la fede degli altri, ho bisogno di un culto, di un complesso di pratiche in comune.... Gabrio tace, ma è del mio parere....
— Ah, non hai tutti i torti, — assentì il marito cacciando dalla bocca il fumo della sigaretta. — Le dottrine materialiste hanno fatto il loro tempo.
Giorgio Moncalvo, che chiacchierava con sua cugina, nel vano d'una finestra, non potè reprimere un moto di maraviglia. Gli tornavano a mente le fiere invettive anticlericali udite da suo zio sette anni addietro.
La Mariannina indovinò il suo pensiero.
— Oh, il babbo non ha mica più le idee che aveva una volta.... Non c'è niente di male a cambiare quando si cambia in meglio. À présent, nous sommes des gens rangés.
Intanto la discussione continuava più vivace che mai fra Giacomo Moncalvo e la cognata.