— Dunque, — disse il professore, — tu diventi una conservatrice.... E da ragazza, se ben rammento, passavi per una ribelle, per un'eretica, e il tuo nonno....
La signora Rachele fece una spallucciata.
— Tal quale come in casa vostra.... I nonni erano strettamente ortodossi, come i vostri, attaccati a certe forme antiquate, ridicole....
— Non senza la loro poesia, — notò il professore.
— Le difendi, tu
— No, le considero spassionatamente, come tutti i riti, come tutti i simboli in cui l'umanità ha messo una parte della sua anima.
— Ma come possono interessarci quelle storie di tremila, di quattromila anni sono, dette in una lingua che nessuno capisce più?... Quei patriarchi, quel passaggio del Mar Rosso, quel Mosè che scende dalla montagna con le corna in fronte!
— Eh via, ci hanno fabbricato su anche l'edifizio della religione nuova.
— È un'altra cosa, è un'altra cosa, — protestò la signora. — A ogni modo, per tornare a noi, i nonni erano rabbiosamente ortodossi; la generazione venuta dopo faceva finta di credere, ma non credeva; noi della terza generazione non potevamo crescere che come siamo cresciuti.
Il professore annuì.