— Sicuro, la vecchia fede moriva. Tanto più era necessario che ciascuno di noi si assimilasse quello che vi è di permanente, d'indistruttibile nelle religioni per dar forza alla legge morale che deve governare la nostra vita.
— Ecco il tuo torto, — saltò a dire il commendatore. E respinse da sè la Tribuna che aveva preso in mano in quel momento. — Prima di tutto a varie religioni corrisponde una varia morale.... quella dei turchi, per esempio, che ha pure le sue attrattive.... Dunque convien principiare con lo scegliere la religione di cui si vuol spremere il sugo.... poi, questo sugo sei ben sicuro di conservarlo quando hai gettato via il frutto?
— Tu mi hai frainteso.... Io non volevo dire che le religioni siano la sola base della morale.... A formar questa entrano tanti altri fattori che sono dati dalla razza, dai costumi, dal grado di civiltà.... Anzi oggi, in alcuni paesi civili, la morale degli uomini veramente virtuosi è superiore per parecchi rispetti a quella che le religioni insegnano.... Ma è un fatto che, generalmente, le religioni rappresentano il massimo sforzo dell'uomo verso un ideale di perfezione, e che questo sforzo è per sè un elemento di grandezza morale....
— Ah, lo confessi? — esclamò, trionfante, la signora Rachele.
— Non ho la minima difficoltà a confessarlo. Ciò non toglie che io m'auguri prossimo il tempo in cui la morale possa reggersi da sola come un monumento che si regga senza l'armatura. Vedi, la religione è come il dizionario, ch'è sempre in arretrato quando lo si paragoni alla lingua viva.
La signora Rachele accennò a replicare, ma il marito le fece segno di non insistere.
— E qual'è l'opinione del nostro Brulati? — egli chiese rivolgendosi al pittore che schizzava delle caricature in un album tascabile.
— Brulati non ha opinione, — rispose l'artista. — Non ho voglia di torturarmi il cervello, io.
— Allora vediamo l'album.
— Non ne vale la pena.