— O piuttosto figlia d'un figliuolo.... E perchè poi, — soggiunse Gabrio, — se era così povera, non s'è rivolta a me?

— Non avrà osato.

— Poteva osare la Clara.

— Avrà preferito di dar del suo.... in segreto, — replicò il professore. — Era di quelle che non si vantano mai. E ha fatto benissimo ad aiutare una parente disgraziata.

— A quanto può ascendere questa famosa eredità? — chiese la signora Rachele.

— Il conto si fa presto, — rispose il marito, che, nel discorrere di affari, trovava il suo sangue freddo. — La Clara ebbe alla morte dei genitori una parte uguale a quella ch'è toccata a Giacomo e a me. Venticinque mila lire.... Non le ha intaccate, ma non le ha aumentate.... Depurandole dai legati, resteranno forse venti mila lire. Per quella parente che non ha nulla è una provvidenza.

— Sì, sì, — borbottò la signora Rachele con condiscendenza di milionaria. — E sui funerali non una parola?

— Nulla.

— Allora ne sappiamo quanto prima.... Come ci si regola?

— Eh, — rispose Giacomo, — non c'è altro che telefonare alla Comunità.... come s'era rimasti intesi.... In mancanza d'istruzioni precise, io credo che si debba tener la via consueta.... Nostra sorella era molto spregiudicata, ma noi non possiamo sapere se nell'intimo del suo cuore ella non si sentisse ancora legata in qualche modo alla religione della sua infanzia.