— Queste sono utopie.... Il mondo vorrà sempre una religione.... Quella che fu nostra si sfascia da tutte le parti.... Prendiamo l'altra.... prendiamo la religione della maggioranza.
— Non la maggioranza dell'umanità, in ogni caso....
— O che me ne importa?... La maggioranza di questi paesi.... Se fossi in Turchia mi farei turca.
— Come parli, Mariannina!... Come sei positiva, utilitaria, alla tua età, col tuo ingegno che dovrebb'essere aperto a tutte le correnti dell'avvenire! E tu invece ti volgi verso il passato....
— Chi sa che l'avvenire non sia proprio quello che tu chiami il passato.
— Ah no, — protestò energicamente Giorgio Moncalvo. — Il passato non torna.... E tu, tu che sei ambiziosa....
Gli occhi della Mariannina sfavillarono.
— .... tu che sei ambiziosa, — ripetè Giorgio, — come sbagli strada!... Se per te il matrimonio non è che un mezzo di brillare, di essere una donna ammirata, potente, cerca il tuo compagno nella schiera di quelli che si slanciano nella vita pubblica.... E ce ne sono d'intelligenti, ce ne sono di titolati che diventeranno ambasciatori, ministri.... Quanti fra loro sarebbero felici di darti il loro nome!... Sei tanto bella! Sei tanto ricca!
— Lo so, — rispose la ragazza, — che avrei potuto sposarmi in quel modo.... Ma era troppo facile.... Ne ho avuti di quegli aspiranti a cui tu alludi.... e li ho lasciati alle mie amiche.... Ce n'è una appunto ch'è secretaria d'ambasciata a Pietroburgo.... Un'altra è deputatessa, e alla prossima crisi salirà di grado.... Suo marito chiacchiera alla Camera, lavora negli uffizi (vedi che ho pratica del linguaggio tecnico) e si conquisterà presto il suo bravo portafoglio.... Bel gusto! Esser ministro in un paese ove i Gabinetti durano pochi mesi e ove il primo mascalzone venuto può scagliarvi addosso un sacco di vituperî.
— Ma è la vita, è la lotta, — gridò Giorgio.